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20 anni senza Marcello: La dolce vita al Teatro Fabbri di Vignola

Lo sguardo indiscreto e magnetico, una chioma indenne alle ingiustizie del tempo, un’indimenticabile faccia da schiaffi. Fare un’analisi del personaggio Marcello Mastroianni significa soffermarsi su questi e mille altri dettagli del suo fascino senza tempo, quello di un’icona sempre attuale. Imitato, saccheggiato, frequentemente scimmiottato. Irraggiungibile, insomma.

Esattamente vent’anni dopo la sua scomparsa, avvenuta il 19 dicembre 1996, Fabricanda celebra il mito del bel Marcello riproponendo una delle sue interpretazioni più indimenticabili, quella dell’omonimo protagonista de La dolce vita di Federico Fellini. L’appuntamento è per lunedì 19 dicembre al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola.

A introdurre la serata un ospite speciale: Vittorio Boarini, docente universitario, ideatore di numerosi festival nazionali di cinema e fondatore nel 1974 della Cineteca comunale di Bologna, poi divenuta Fondazione, per lungo tempo direttore della Fondazione Fellini di Rimini.

Sette episodi che vedono protagonista Marcello Rubini, scrittore nell’animo, ma giornalista scandalistico per mestiere. Le sue giornate trascorrono percorrendo in un lungo e in largo via Veneto, la sede ufficiale della “dolce vita” romana a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, assieme al fotografo Paparazzo (un nome che è diventato la definizione per antonomasia dei fotografi delle star). La trama si sviluppa poi per successive scene sullo sfondo di una Roma incantevole e quasi metafisica, popolata da stelle dei rotocalchi, nobiltà decadente, mondanità ed episodi euforia collettiva. Marcello attraversa tutto questo con cinismo e disincanto.

Infarcito di scene destinate a fare storia, La dolce vita è il film simbolo di un’epoca, il racconto originale e mitico della sua spensieratezza e delle sue inquietudini.

Un sentimento del tempo perfettamente incarnato proprio da Mastroianni: un mix di svagatezza, disinvoltura, disobbedienza ad ogni canone, senso tragico combattuto con un’irraggiungibile capacità di non prendersi troppo sul serio. Uno degli uomini simbolo del nostro tempo.

Rivederlo sul grande schermo è un’emozione da non perdere.