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Casablanca: il film “di guerra” più romantico di sempre

Un film entrato nella leggenda, le cui star sono la coppia cinematografica per eccellenza che ispira ogni duetto da grande schermo ancora oggi. Il paradigma di ogni storia d’amore cinematografica. Dialoghi e battute che sono entrati nell’uso comune. Questo e molto altro è Casablanca, il film di Michael Curtiz del 1942, con protagonisti Humphrey Bogart e Ingrid Bergman che Fabricanda ha scelto come ultimo appuntamento per la rassegna “Lo schermo dietro al sipario” mercoledì 30 marzo alle ore 21 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola.

Tutto questo e molto altro. Una produzione che apre e rappresenta al meglio la cosiddetta Età dell’Oro di Hollywood, ma che ha diverse storie poco note da raccontare, oltre a quella dell’amore impossibile tra Rick e Ilsa e dello scontro tra idealismo e cinismo nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale.

Le origini “pratiche” di un grande capolavoro

casablanca

Diamo un’occhiata alle date. La produzione di Casablanca (la cui sceneggiatura è basata su una pièce teatrale all’epoca non ancora messa in scena) si svolge tra il maggio e l’agosto 1942, e il film esce nelle sale nel novembre dello stesso anno. Il 7 dicembre dell’anno precedente i giapponesi avevano attaccato la base navale statunitense di Pearl Harbour, decretando l’ingresso nel conflitto che già infiammava l’Europa e il Pacifico degli Stati Uniti. Nonostante il trauma di Pearl Harbour, il governo statunitense necessitava di convincere la popolazione dell’opportunità dell’entrata in guerra. Dal 1939, allo scoppio della guerra in Europa, gli Stati Uniti si erano limitati a fornire aiuti materiali agli inglesi e a cercare soluzioni diplomatiche per fermare l’espansionismo giapponese nel Pacifico. Molti erano i movimenti nettamente isolazionisti. Servivano operazioni di persuasione politica e culturale molto forti perché l’intero paese remasse a sostegno dell’intervento.

Per contrastare il sentimento generalmente negativo degli americani verso una guerra lontana da casa, il Dipartimento della Guerra mise in piedi una divisione denominata “War Films”, e affidò a registi come John Ford e Frank Capra e a scrittori come Julius e Philip Epstein (sceneggiatori di Casablanca) la creazione di una serie di film di propaganda sull’impegno bellico degli Stati Uniti. Ogni progetto doveva toccare corde ben precise e mostrare aspetti politici legati alla guerra. Al progetto di Casablanca furono assegnati il tema principale “Nazioni Unite — Nazioni ocupate” e un tema secondario per il quale “il desiderio personale deve essere subordinato all’obiettivo di sconfiggere il fascismo”. Il primo punto si realizza con le molte nazionalità rappresentate all’interno del film, mentre il secondo è ovviamente incarnato dal Rick Blaine interpretato da Bogart.

Casablanca, un film di guerra… senza guerra

casablanca cast

Dunque uno dei più grandi film della storia di Hollywood nasce come progetto di propaganda politica. E una delle storie d’amore più belle del grande schermo è in pratica un film di guerra. Magie del cinema! Un film di guerra che però non mostra combattimenti, essendo ambientato in un territorio “non giurisdizionale” come i possedimenti coloniali francesi nel Nordafrica – e tra i diversi errori e forzature del film c’è la presenza dei tedeschi a Casablanca, cosa mai avvenuta poiché le colonie francesi erano controllate dal Governo di Vichy, alleato dei nazisti, e un trattato prevedeva la non ingerenza tedesca in quelle zone.

Niente combattimenti dunque nell’oasi di Casablanca, anche se la tensione delle vicende belliche è palpabile in tutto il film ed è il motore dell’azione. Piuttosto robuste iniezioni di genere noir, specie nel personaggio del disilluso, cinico e beffardo Rick e nei brillanti dialoghi, alle quali si aggiungono il romanticismo appassionato dei cuori spezzati di Rick e Ilse e del triangolo amoroso che coinvolge anche Victor Laszlo, il patriota antifascista sposato con il personaggio interpretato dalla Bergman.

Il famosissimo finale del film ambientato all’aeroporto è chiaramente il trionfo dell’aspetto propagandistico su quello romantico. Tuttavia, l’impossibilità di ricomporre una storia d’amore perfetta è anche la soluzione che rende quel finale particolarmente leggendario: Rick si nega l’amore, ma è finalmente riconquistato alla “causa giusta”. Diciamo la verità: un finale differente (che pure, a detta di Ingrid Bergman, era stato studiato ma mai girato) non sarebbe passato altrettanto alla storia!

Per vedere o rivedere questo classico immortale, vi aspettiamo al Teatro Ermanno Fabbri il 30 marzo!