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“Io e Annie”: Woody Allen aveva capito tutto dei rapporti uomo-donna

La seconda stagione della rassegna “Lo schermo dietro al sipario” giunge al termine con l’ultimo appuntamento di martedì 21 marzo alle ore 21 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola con Io e Annie di Woody Allen.

Una commedia romantica e dolceamara vincitrice di quattro premi Oscar, che proprio quest’anno compie 40 anni. Ecco qualche motivo per cui vale la pena di (ri)vederla sul grande schermo – tralasciando il fatto che il regista newyorchese dimostra di aver capito tutto dei rapporti tra uomini e donne!

io e annie

Io e Annie: la sceneggiatura più divertente di sempre

Almeno secondo la Writers Guild of America, il sindacato degli autori americani, che ha stilato una classifica delle 101 sceneggiature più divertenti della storia del cinema. Quella originale scritta da Woody Allen (assieme a Marshall Brickman) per Io e Annie si è piazzata al primissimo posto.

E pensare che doveva essere una sorta di thriller…

Inizialmente, il progetto di Allen era quello di realizzare un vero e proprio giallo, con tanto di omicidio e misteri. E in effetti è con queste intenzioni che è stato girato: la storia d’amore tra Alvy e Annie era solo una sottotrama. Tuttavia, durante il montaggio, Allen si accorse che proprio questa sottotrama era ciò che funzionava meglio; non gli rimase altra scelta che virare verso la commedia romantica e realizzare un vero e proprio capolavoro nel suo genere!

…e doveva essere un “mattone” lunghissimo!

Il titolo iniziale del progetto era Anedonia: il riferimento è al termine della psicologia che indica l’incapacità di un individuo di provare piacere anche in situazioni che per definizione ne procurano. E, soprattutto, durava 4 ore e mezza! Dopo il cambio di programma e di genere, Allen ridusse il film agli attuali 90 minuti o poco più.

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Diane Keaton: una vera musa ispiratrice

Nome e cognome di Annie Hall (la protagonista e allo stesso tempo il titolo originale del film) si devono letteralmente a Diane Keaton. Hall è infatti il vero cognome dell’attrice, all’epoca compagna di Woody Allen anche nella vita, che era solito soprannominarla proprio Annie.

L’arte del cameo

Nel film compaiono alcuni attori d’eccezione, tra i quali il cantautore Paul Simon, gli attori Shelley Duvall e Christopher Walken e, in una scena esilarante passata alla storia, il sociologo e padre delle teorie moderne sulla comunicazione Marshall McLuhan.

Vi aspettiamo per chiudere in bellezza la stagione: buona visione!